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La radioterapia e' una tra le opzioni terapeutiche piu' utilizzate e, a seconda del tipo di patologia, un ottimo strumento per debellare il tumore o, quanto meno, per bloccare la sua crescita. Tuttavia se ne sa molto poco, nonostante sia un loro diritto molti pazienti si sottopongono al trattamento senza essere stati adeguatamente informati su come siano strutturate le sedute del trattamento, sugli obiettivi terapeutici e sugli effetti collaterali come, piu' in generale, sul proprio stato di salute.
Trattamento radioterapico, radioterapia o terapia radiante sono tutti sinonimi che identificano una tecnica di irradiazione della lesione tumorale con raggi X prodotti da sofisticate e costose macchine.
 
La radioterapia stereotassica e' una moderna evoluzione dell'irradiazione radioterapia classica e consiste nel 'bombardare' anche piccoli agglomerati di cellule tumorali con dosi di raggi ionizzanti molto consistenti e, soprattutto, cosi' precise da non provocare danni rilevanti ai vicini tessuti sani. Il macchinario utilizzato per il trattamento stereotassico si chiama acceleratore lineare.
Ovviamente, maggiore e' la potenza di erogazione e superiore e' la concentrazione nel tempo delle erogazioni tanto piu' efficace risulta il trattamento al fine di necrotizzare le cellule tumorali salvaguardando l'integrita' di quelle sane circostanti.
La radioterapia stereotassica e' ormai comunemente utilizzata per il trattamento delle neoplasie cerebrali maligne e benigne e, negli ultimi anni, ha trovato applicazione, seppur a condizioni particolari, anche per la cura di tumori presenti in altre parti del corpo.
In questa sede non abbiamo la pretesa di approfondire particolari tecnici e scientifici legati allo svolgimento delle sedute di radioterapia stereotassica, per questo vi rimandiamo alle pubblicazioni ed ai siti specializzati. A tale proposito ci sentiamo di consigliare la consultazione del breve vademecum sulla radioterapia messo a disposizione dall'Istituto Tumori di Milano (http: //www.istitutotumori.mi.it/INT/infoPubblico/educational /ProgettoUlisse/ manuali/radioterapia.pdf) che, rispondendo a dieci semplici domande con altrettanto semplici risposte, rende chiaro il tema senza l'utilizzo di incomprensibili termini tecnici.
Una volta diagnosticato il tumore cerebrale e scelta l'opzione terapeutica della radioterapia stereotassica, si inizia con la visita specialistica. Il radioterapista, ricostruendo la storia clinica del paziente ed alla luce di tutti gli esami clinici e diagnostici realizzati, sceglie il tipo di trattamento che ritiene maggiormente efficace in quella fattispecie. L'operazione immediatamente precedente le sedute di radioterapia vere e proprie e' quella del centraggio. Il paziente durante il trattamento deve rimanere perfettamente immobile ed a tale scopo si mettono in pratica tutti gli accorgimenti per l'immobilizzazione che, nel caso del glioblastoma, si traducono nella costruzione di una maschera rigida completa di morso che garantira' non soltanto l'immobilita' della testa ma anche il mantenimento della identica posizione in tutte le sedute. Il sistema di immobilizzazione oggi piu' utilizzato e' la cosiddetta maschera termoconformata che, in base alla nostra esperienza presso il Policlinico di Monza, e' fatta di un materiale leggero e trasparente ed e' fissata con viti metalliche non particolarmente dolorose. In altri centri, forse per l'utilizzo di altri sistemi di immobilizzazione, la maschera e' molto piu' compatta e rigida, copre la gran parte del viso impedendo di vedere e di respirare bene ed e' fissata con viti alle tempie ed alla nuca molto dolorose.
Una volta realizzata la maschera immobilizzante si effettua una Tomografia Assiale Computerizzata (TAC) di centratura, una sorta di mappa cerebrale che consentira' al radioterapista di stabilire i punti da irradiare e la potenza utilizzabile. Completata la fase preliminare di centraggio ed immobilizzazione, si procede al trattamento radioterapico vero e proprio che consiste in varie sedute (anche piu' volte al giorno) da effettuarsi nella sala della radioterapia sotto la stretta osservazione dei tecnici e dei medici del reparto.
La reazione immediata di un organismo al trattamento radioterapico varia da persona a persona in base al dosaggio di raggi ionizzanti ed alle condizioni generali del paziente, in generale l'effetto collaterale piu' diffuso e' un senso di spossatezza che puo' essere piu' intenso con il procedere delle sedute. Molti altri effetti collaterali specifici possono presentarsi in seguito ad un trattamento di radioterapia, si consiglia sempre di valutarli con il radioterapista o, comunque, con un oncologo, evitando di affidarsi semplicemente al medico di famiglia. Ad ogni buon conto, consigliamo a tutti di affidarsi all'assistenza di un'associazione specializzata nell'aiuto domiciliare dei malati di tumore che, oltre ai supporti necessari per le terapie (aste per le flebo, materassini antidecubito, sedie a rotelle e quant'altro), solitamente mettono a disposizione dei pazienti un medico abbastanza esperto nel trattamento dei tumori.
 
 
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Osservazioni