Per tutti i pazienti ammalati di tumore cerebrale esistono, fondamentalmente,
soltanto tre opzioni terapeutiche:
- intervento chirurgico, ossia l'asportazione con il bisturi del tumore;
- radioterapia, che utilizza dosi elevate di raggi X per distruggere le cellule
tumorali;
- chemioterapia, che consiste nella somministrazione di farmaci, per via endovenosa
e per bocca, che distruggono le cellule tumorali.
Craniotomia è il nome tecnico dell’operazione che il chirurgo effettua aprendo un varco nella
scatola cranica fino a giungere ai tessuti interni per poi procedere alla rimozione
totale o parziale ( a seconda della posizione e dell’interessamento di altri tessuti)
della lesione tumorale. Il foro praticato viene successivamente richiuso utilizzando,
ove possibile, la medesima porzione di osso precedentemente asportato, altrimenti
per mezzo di placche di metallo.
La radioterapia, evoluzione medica della scoperta dei raggi X e della radioattività naturale,
consiste nel bombardamento delle cellule tumorali con radiazioni emesse da una
macchina chiamata acceleratore lineare. L’acceleratore lineare, utilizzato a scopi
clinici per la prima volta negli anni 60, viene utilizzato con l’obiettivo di
distruggere le cellule neoplastiche e/o ridurre le dimensioni del tumore.
Oggi il trattamento radioterapico può essere effettuato in tre modi:
conformazionale;
tecnica stereotassica: irradiazione, attraverso archi multipli, di porzioni definite e circoscritte
di cellule;
tecnica intraoperatoria: dopo la rimozione chirurgica del tumore, l’irradiazione avviene direttamente
sul lettino della sala operatoria.
La radioterapia può essere effettuata anche immettendo la sostanza radioattiva
(radioisotopo) direttamente nella lesione per mezzo di tubicini di plastica all’uopo
inseriti durante l’intervento chirurgico di rimozione del tumore o anche durante
la biopsia istologica (radioterapia interna o intracavitaria).
Per maggiori informazioni consultare il sito dell’Associazione Italiana di Radioterapia
Oncologica (AIRO): www.radioterapiaitalia.it.
La chemioterapia consiste nel tentativo terapeutico di distruggere le cellule tumorali attraverso
la somministrazione di farmaci, che possono essere assunti per bocca in forma
di compresse, oppure iniettati per via endovenosa o intramuscolare. I farmaci
citotossici assunti dai pazienti hanno l’obiettivo di impedire la riproduzione
delle cellule tumorali, ad esse, infatti, viene inibita l’attività portandole
così alla morte. La chemioterapia si definisce trattamento sistemico, perché il farmaco entra nella circolazione sanguigna, si diffonde nell'organismo
e in questo modo può raggiungere e distruggere tutte le cellule tumorali che sono
disseminate nell'organismo. L’azione dei farmaci, ovviamente, non risparmia le
cellule sane procurando degli effetti collaterali a volte abbastanza fastidiosi
ma che sono temporanei, ossia scompaiono una volta interrotto il trattamento.
Tra gli effetti collaterali più importanti sono da registrare la diminuzione
dei globuli bianchi e rossi e delle piastrine, è sempre necessario, pertanto,
eseguire le analisi dell’emocromo completo prima e dopo ogni trattamento chemioterapico.
Informazioni più dettagliate possono essere reperite nel sito dell’Associazione
Italiana Malati di Cancro, Parenti ed Amici (AIMaC): www.aimac.it. |